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I riflessi di Venezia

 


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Unica al mondo, la bellezza conturbante di Venezia sembra emergere dalla laguna nella quale la città, come Narciso alla sua fonte, si riflette e si annulla, secondo il dualistico rapporto amore-morte, dando vita a un gioco continuo di doppi e di riflessi.

 

La laguna

Duplice” è il rapporto tra Venezia e la laguna: al tempo stesso minaccia e sua linfa vitale, seguendo i ritmi della marea e i fenomeni atmosferici, la laguna sorregge, ma a volte sommerge la città. La luce rossastra, che al tramonto si rifrange sull’acqua, svela i canali che come vene percorrono fino al cuore la città e le cui acque, sangue vitale e al contempo mortale, scorrono placide sotto i ponti storici per poi, a volte, abbandonare gli argini e insinuarsi lentamente tra calli e campielli, costringendo i veneziani all’utilizzo di passerelle e paratie e mettendoli di fronte alla caducità della loro fragile città. È in questo rapporto simbiotico tra la terra e la laguna che va cercata l’unicità di Venezia, unicità che non può che riflettersi nell’arte e nella cultura di questa particolarissima città.

 

L’arte come riflesso della realtà

L’arte, al pari dei baluginii della laguna, non è che un “riflesso” della realtà, una sua interpretazione soggettiva e non una sua oggettiva trasposizione, e nessuna città meglio di Venezia, da sempre nutrita del suo riflesso e figlia dell’ascetica astrazione bizantina, ne è consapevole. Passeggiando tra le calli o, a bordo di una gondola, scivolando sui canali, si ha come la sensazione di essere attori e spettatori di un’opera d’arte vivente: la città in tutte le sue forme e manifestazioni moltiplicata dalla tremolante superficie della laguna. Cuore della città è Piazza San Marco, sulla quale si erge preziosissima l’omonima Basilica, interamente rivestita di mosaici la cui superficie, risplendente di bagliori, dialogando con lo specchio d’acqua sottostante, moltiplica all’infinito il colorato e luminosissimo gioco di riflessi. Accanto alla Basilica di San Marco, e collegata a questa tramite la Porta della Carta, sorge il Palazzo Ducale, un tempo sede del governo della Serenissima e oggi museo che ospita alcuni dei capolavori dei più grandi artisti veneziani.

Venezia si nutre anche di modernità e l’arte sembra pervaderne strade e palazzi. Sede di importanti mostre di livello internazionale è Palazzo Grassi, mentre la Collezione Peggy Guggenheim, presso il Palazzo Venier, il museo più importante in Italia per l’arte europea ed americana della prima metà del ventesimo secolo, ospita capolavori di celebri pittori tra i quali Dalì, Picasso, Boccioni e Magritte; ma, ancora, la Ca’ d’Oro, antica dimora patrizia del Quattrocento di stile gotico veneziano, attraverso suggestivi scorci architettonici, mostra dipinti di scuola veneta tra i quali il celebre San Sebastiano di Andrea Mantegna, opere di scuola toscana e fiamminga, splendidi bronzetti e sculture rinascimentali. L’arte si svela anche solo passeggiando per Venezia, attraverso i suoi ponti, tra i quali i famosissimi Ponte di Rialto e Ponte dei Sospiri, simboli della città al pari del leone e della gondola. Il magnifico Teatro la fenice, anch’esso opera d’arte che ha sconfitto il destino di un nome infausto, rinascendo dalle sue cenerei per essere oggi ancora sede di grandi eventi. Un accenno particolare, infine, va alla Biennale di Venezia, da oltre un secolo una delle istituzioni culturali più prestigiose al mondo. Fin dalla sua origine (1895) è all’avanguardia nella promozione delle nuove tendenze artistiche e vive in simbiosi, durante il periodo in cui viene allestita, con la città stessa, animandola e rendendola viva, di una linfa frutto dell’amore per l’arte che a Venezia trova il suo habitat naturale per esprimersi.

 

Il carnevale

Conosciuto in tutto il mondo, il Carnevale di Venezia è l’evento che meglio incarna lo spirito della città, sfruttando e assecondando l’ambiguo rapporto tra realtà e rappresentazione. Lungo le calli, per i canali e nei listoni, per una decina di giorni si svolge una continua rappresentazione di teatrale allegria e giocosità dove l’identità personale, il sesso e la classe sociale lasciano il posto a una moltitudine di maschere per celebrare l’illusione e il fascino di un mondo fatto di balli, scherzi e galà esclusivi.

Venezia è questo e molto di più: è la gioia e lo splendore cantati da Goethe; è la morte e i miasmi descritti da Thomas Mann; Venezia è il fascino sublime dell’ossimoro che scaturisce dall’incontro tra lo struggente romanticismo di cui si anima la città e la dolce disperazione di cui sovente diventa preda.

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