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Bologna: la turrita la dotta la grassa bologna

fotografia di Bologna: piazza maggiore 

 

Capoluogo dell’ Emilia Romagna, Bologna è una città le cui radici si perdono nell’antichità. Dal suo complesso urbanistico, architettonico e artistico scaturisce un’atmosfera unica, antica e accogliente, che si può respirare passeggiando sotto i portici, che coronano quasi 40 km delle vie della città, e percorrendo i vicoli del centro storico.

La saggezza popolare l’ha soprannominata la “Turrita”, la “Dotta”, la “Grassa”, soprannomi che, pur nella loro semplicità, riescono a cogliere l’essenza di Bologna: città delle torri, del sapere e dei sapori.

 

La Turrita

 

Strutture con funzione sia militare che gentilizia, le torri di Bologna sono uno dei tratti più caratteristici della città. Delle numerosissime torri presenti in antichità, strumento di offesa e/o difesa o più semplicemente simbolo di potere, oggi ne sono rimaste meno di venti. Fra le torri superstiti si possono citare la Torre Azzoguidi, detta Altabella (54,80 metri di altezza), la Torre Prendiparte, detta Coronata (60 m), le torri Scappi (39 m), Uguzzoni (32 m), Guidozagni, Galluzzi, e le note due torri Asinelli (97 m) e Garisenda (48 m). Oltre alle torri sono ancora visibili alcuni “torresotti”, fortificazioni innalzate in corrispondenza delle porte della seconda cerchia di mura del XII secolo (mura dei Torresotti o dei Mille), che fu quasi completamente abbattuta.

Ma Bologna non è solo le sue torri.

Bologna è una città dalla cultura millenaria. Percorrendo le vie del centro storico non solo è possibile ammirare le vestigia del periodo romano e la prima cerchia di mura della città, ma anche gli antichi palazzi del Podestà, di Re Enzo, dei Notai, del Comune che, insieme alla Basilica di San Petronio e il porticato del Vignola, costituiscono il nucleo storico e monumentale di Piazza Maggiore. Gli antichi palazzi e le numerosissime chiese ricche di opere d’arte, che costellano il meraviglioso centro storico, testimoniano la rilevanza culturale che la città ebbe nel corso dei secoli.

La Dotta

Sede della più antica Università occidentale al mondo, l’Alma Mater Studiorum, fondata nel 1088, Bologna ha sempre saputo rispettare lo spirito pragmatico e libero del suo “Studio”, accogliendo tra le sue mura studenti di tutta Europa e assolvendo al difficile ruolo di mater nobilium studiorum , madre di studi nobili, nel rispetto più assoluto della libertà. È per questo che Bologna divenne la città frequentata dai grandi nomi della cultura europea: Dante e Petrarca, il vescovo di Canterbury Thomas Becket, Copernico, Erasmo da Rotterdam, Paracelso e Torquato Tasso. Ma l’Università non è l’unica risorsa di Bologna, la città è “dotta” anche perché ricca di tradizioni musicali: Padre Martini, Mozart, Wagner e tanti altri hanno contribuito a fare della città un punto di riferimento per la storia della musica mondiale: attualmente vede la presenze di due orchestre stabili di cui una con la direzione artistica di Claudio Abbado e, di recente inaugurazione, di uno dei più affascinanti “musei e biblioteca della musica” a livello europeo; e “dotta” perché culla di arte e di scienza, avendo dato i natali a Giorgio Morandi, Galvani, Righi e Guglielmo Marconi e dove si svilupparono tutte le fondamentali scoperte sull’elettricità e i più audaci esperimenti sulle comunicazioni.

La Grassa

Bologna è la città dei sapori, regina del buon mangiare, della pasta all’uovo tirata a mano, delle lasagne e delle tagliatelle (inventate nel 1487 in occasione delle nozze di Lucrezia Borgia con il duca di Ferrara), del ragù di carni miste, della cotoletta alla bolognese e della mortadella, ma anche dei tortellini, nati nel Duecento, si dice, traendo ispirazione dall’ombelico di Venere. Bologna è divenuta, grazie ai suoi piatti, culla della gastronomia emiliana e famosa nel mondo per le sue molteplici elaborazioni culinarie.

L’appellativo di “grassa” però non è legato solo alla cucina Bolognese, ma deriva dal connubio inscindibile di “sapore e sapere”. È stato proprio grazie all’Università che Bologna ha saputo aprirsi a culture diverse, rappresentando un “ponte” di passaggio, un luogo di incrocio tra tradizioni culinarie diverse che hanno reso unica la cucina bolognese.

Grassa” dunque perché generosa nell’accoglienza, cordiale e rispettosa delle esigenze diverse di chi vi si fermò per poco come viaggiatore o a lungo come studente. Questo appare il vero motivo di che giustifica l’attribuzione a questa città, e non ad altre, dell’appellativo “grassa”: un appellativo che ha origini medioevali e che nella cultura del tempo aveva significati del tutto positivi essendo collegato alle nozioni di abbondanza, felicità, benessere.

 

 

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